Mangiare con le mani (non tutto), toccare qualche posata in legno e qualche portavivande in pietra non è il motivo più importante per regalarsi una cena daAltattoa Milano. Ma nell’era dei dettagli è un qualcosa in più che fa dell’esperienza… un’esperienza. Siamo nel cuore della Barona, l’antica zona agricola della città; cioè un buon posto per regalarsi un pasto vegan/vegetariano dal sapore nipposcandinavo con influenze erbacee valtellinesi. Ai fornelli ci sono Sara Nicolosi e Cinzia De Lauri che, dopo un’esperienza nella cucina delJoiadiPietro Leeman, nel 2015 decidono che è il momento di aprire una casa tutta loro. Undici anni (e un indirizzo) dopo ecco questo luogo, che ha il gran pregio di lasciare lo stress fuori dalla porta. In cambio chiede solo di essere vissuto durante la settimana, perché il sabato e la domenica c’è altro da fare, magari fuori città, e di dedicarsi a uno dei due menù. Il primo da quattro portate, il secondo da nove. Ma veniamo ai piatti, che vengono introdotti da un tozzo di pane con burro montato al sale. Ci sono ilPomodoro in conservamarinato con un leche de tigre vegetale e immerso in un succo di agrumi, con polvere di buccia di pomodoro bruciato, laCipollacotta nella brace, che poi va a farcire una tigella, loSpaghettocon limone, scalogno e polvere di capperi. Infine l’Uovo di selva,che è cotto al vapore con riduzione di mele selvatiche e aceto speziato, e che anticipa leArachidifinali, intrappolate in un insieme di cioccolato fondente con gelatina al te nero. Il tutto accompagnato da una carta dei vini che segue di pari passo le intenzioni della cucina.



