C’è una Genova in subbuglio di questi tempi. Lo è per colpa delle ovaie, delle tube di Falloppio, di un piatto tipico dei Caruggi, dell’Unione europea e di un ispettore che fa il proprio lavoro. Poi ci sono le vittime. La prima, in carne e ossa, si chiama Francesco Pisani ed è il titolare della storica Tripperia della Casana: la più antica della città, per qualcuno, d’Italia. La seconda, sono i genovesi. Ma non tutti. Solo quelli a cui piace la trippa. Il punto è che il Pisani si è visto sequestrare circa quattrocento chili di riccetto e castagnetta, tagli di carne che derivano dalle sopracitate parti genitali della vacca. A farlo è stata la Asl numero tre di Genova che ha applicato un regolamento europeo, il numero millesettecentosettantaquattro/duemiladue che, con l’aggiornamento del 2004 indica come: “Gli operatori del settore alimentare devono garantire che non siano utilizzati per la preparazione di prodotti a base di carne gli organi dell’apparato genitale maschile e femminile, ad esclusione dei testicoli”. Bene. La sostanza è che quelle due parti di sesso possono teoricamente essere vendute crude per essere poi preparate a casa, ma non in un locale gestito da chi sa cosa deve fare, come deve farlo e con che attenzione. Nel frattempo, mentre il Pisani ha diffidato l’Asl, a Genova non si hanno grandi notizie di morti per troppo sesso nella trippa, piuttosto di una trippa senza sesso e poco genovese.


