Il 3 febbraio 1940 George Urquhart e suo padre John, proprietario di Gordon & Macphail, ebbero l’intuito di selezionare una botte della distilleria scozzese Glenlivet, la numero trecentotrentasei, e di lasciarla lì, ad affinare per un certo periodo. Quel periodo è durato ottantacinque anni, perché nello scorso febbraio quello scotch whisky ha lasciato la botte per finire in bottiglia. Centoventicinque per la precisione, la prima delle quali è stata protagonista di un’asta di Christie’s a New York; per un ricavo è interamente devoluto alla più antica organizzazione no-profit per la conservazione ambientale degli Stati Uniti, l’American Forests. Presentato al pubblico alla fine mese di settembre, in occasione del Whisky Live Paris, il Glenlivet 85 yo, ovviamente non può essere venduto con un cofanetto normale, e allora ecco che per l’occasione, Richard Urquhart ha svelato il decanterArtistry in Oakche l’architetto Jeanne Gang ha creato per l’occasione ispirandosi al legno utilizzato per costruire la botte numero trecentotrentasei, che per dovere di cronaca era di sherry ed era stata ricavata da una quercia americana che all’epoca aveva circa cento anni. Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche di questo scotch, pare sia di colore mogano chiaro, al naso avrebbe note di pelle invecchiata, composta di albicocche, agrumi e vaniglia, seguite da un accenno affumicato, mentre al sorso le protagoniste dovrebbero essere le sfumature di pepe nero, tabacco dolce e scorza d’arancia di Siviglia. Per provarlo di persona basta ordinare una bottiglia direttamente al distributore italiano, Meregalli Spirits, e avere centoventicinquemila sterline a disposizione.



