Partendo dal presupposto che di scontento c’è sempre qualcuno, la settantunesima edizione della Guida Michelin porta in con sé due certezze e una considerazione. La prima certezza è, cosa rara, che a conquistare la terza stella è stato uno di quei ristoranti sulla bocca di tutti, o quasi: e stiamo parlando di Michelangelo Mammoliti e del suo La Rei Natura all’interno del Boscareto resort. La seconda certezza è che dopo sessantasei anni, Arnaldo – Clinica Gastronomica, lo stellato più longevo d’Italia, ha perso il suo macaron. La considerazione invece è che i trecentonovantatre ristoranti dell’anno scorso sono cresciuti di uno, e nella contabilità del caso, proprio nella categoria più alta. Non solo, perché al netto delle chiusure, temporanee o meno, con particolare riferimento ai Bros Floriano Pellegrino e Isabella Potì che si sono trasferiti, tutto il resto è rimasto uguale. Se non che otto delle nuove ventidue stelle appartengono a ristoranti guidati da chef al di sotto dei trentacinque anni, due dei quali al di sotto dei trenta. Una sorta di passaggio di consegne che, complice per certi versi l’uscita dalla guida che conta di Gianfranco Vissani, sembra confermare ciò che si era iniziato a vedere nelle ultime edizioni. Discorso ipoteticamente ribadito dal movimento delle due stelle, che ha visto il Miramonti L’altro di Philippe Leveillé cedere il posto alFamiglia Rana, sì quello dei tortellini, guidato dall’under quaranta Francesco Sodano.
I tre stelle Michelin
Casa Perbellini 12 Apostoli a Verona, Villa Crespi a Orta San Giulio, Piazza Duomo ad Alba, Da Vittorio a Brusaporto, Le Calandre a Rubano, Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio, Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro, Uliassi a Senigallia, Enrico Bartolini al MUDEC a Milano, Quattro Passi a Nerano, Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico e La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti a Serralunga d’Alba.
Le nuove stelle
Tre:
Serralunga d’Alba – La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti
Due:
Oppeano – Famiglia Rana
Isola Vulcano – I Tenerumi
Una:
Badia – Porcino
Baia Sardinia – Capogiro
Cogne – Le Petit Bellevue
Firenze – Luca’s by Paulo Airaudo
Forio – Isola di Ischia – Umberto a Mare
Forte dei Marmi – Sciabola
Limone sul Garda – Senso Lake Garda Alfio Ghezzi
Maranello – Cavallino
Milano – Procaccini
Milano – Abba
Napoli – Il Ristorante Alain Ducasse Napoli
Origgio – Olio
Portofino – Cracco Portofino
Recanati – Casa Bertini
Rimini – Da Lucio
Roma – INEO
Roma – La Terrazza
San Martino in Passiria – Quellenhof Gourmetstube 1897
Sant’Omero – Zunica 1880 a Villa Corallo
Sestri Levante – Rezzano Cucina e Vino
Tivoli – Al Madrigale | Nuova Cucina Rurale
Venezia – Agli Amici Dopolavoro
Gli altri premi
Premio per il miglior servizio: Giulia Tavolaro, Maxi (Vico Equense)
Premio per miglior sommelier: Ivana Capraro, Catel Fine Dining, (Tirolo)
Premio speciale Opening of the Year: Gian Marco Bianchi, Al Madrigale Nuova Cucina Rurale (Tivoli)
Premio Young Chef Award: Mattia Pecis, Cracco Portofino (Portofino)
Premio Mentor Chef Award: Heinz Beck, La Pergola (Roma)
Segnalazione speciale Passion Dessert:
Unforgettable (Torino), Manna (Milano), Senso Lake Garda Alfio Ghezzi (Limone sul Garda), Alpenroyal Gourmet (Selva di Val Gardena), Quattro Passi (Nerano), La Caravella dal 1959 (Amalfi), La Villa (Melfi) e Sapio (Catania).



