Giornale del cibo e delle tecniche di vita materiale

La Juventus vince in cucina

Juventus, Legends Club

A Torino, come in tutti gli stadi italiani, c’erano due riti: quello della salamella, fuori, e quello del Caffè Borghetti, dentro. Oggi, sponda bianconera, non è più così. O almeno, non lo è più del tutto. Perché con l’Allianz Stadium, la Juventus vince da quindici anni lo scudetto della ristorazione, e a mani basse. Al suo interno, infatti, ci sono ben undici sale che vanno da una sorta di fiera dello street food di qualità del Club Sivori ai salottini degli Sky Box. Insomma, dalla pizza al menù firmato dai fratelli Cerea del tre stelle Michelin Da Vittorio di Brusaporto. Un progetto orchestrato da Luca Conte che a ogni partita soddisfa più di quattromila coperti, molti dei quali con vista sul campo di gioco. Perché se nell’attesa si consuma il pranzo o la cena, cucinati al momento, il dessert è una portata da godere nell’intervallo. Naturalmente il menù varia a ogni evento: per l’occasione, prima di Juventus-Lazio, a cucinare come ospiti in onore di Piolissima sono stati Caffè dell’Orologio, Barbagusto, Osteria Le Putrelle e Osteria Antiche Sere. Il menù tradizionale era composto da vitello tonnato, insalata russa, acciughe al verde, agnolotti e panna cotta, accompagnati da un Ferrari Maximum e da una Barbera d’Asti di Damilano. Ora manca solo che il campo torni all’altezza della tribuna.

© Riproduzione riservata