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French Bloom per una F1 senz’alcol

Rodolphe e Maggie Frèrejean-Taittinger e Constance Jablonski.

Cosa c’è di meglio di un calice senza alcol prima di mettersi alla guida per trecento chilometri a oltre duecentocinquanta di media? Sicuramente una patente salvata e forse un podio conquistato. Oppure un qualcosa di diverso se si è a bordo pista o un tribuna. Ecco allora che Lvmh, già global partner in aeternum (dieci anni) della Formula 1 con Louis Vuitton, Moët Hennessy e Tag Heuer, ha aggiunto un altro tassello alla sua offerta. Si tratta di French Bloom, giovane marchio francese di bollicine dealcolate fondato da Maggie Frèrejean-Taittinger (ex direttore della Guida Michelin) e Constance Jablonski (ex modella) del quale proprio il gruppo di Bernard Arnault possiede una quota di minoranza. Bene. Già a partire dall’ormai prossimo Gran Premio di Monza, sarà servito nei paddock e nelle hospitality dei circuiti. Per quanto riguarda il contenuto invece, brut, rosé o extra brut che siano, questi spumanti sono figli dell’enologo Rodolphe Frèrejean-Taittinger, marito di Maggie (il cui cognome nella Champagne non suona nuovo), che ha scelto di lavorare con Chardonnay e Pinot Noir biologici della Languedoc, dai quali l’alcol viene poi rimosso con un processo di distillazione a bassa temperatura sotto vuoto.

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