Questo vino, che porta l’antico nome di Dozza, comune del bolognese che segna la linea di confine tra Emilia e Romagna, è figlio di una cantina che, dal 1858 a oggi, ha segnato la vita di quattro generazioni di viticoltori. Oggi guidata dai fratelli Marco e Angelo Branchini, la tenuta può contare su un patrimonio di cento ettari, ventisei dei quali vitati: cinque ettari a Pignoletto e Albana, quattro a Sangiovese e il resto a Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon, Merlot e Cabernet Sauvignon. Tutto il resto è coltivato a erba medica e grano.
Cos’è:Romagna Albana Docg.
Com’è fatto:Albana. Dopo la vendemmia di metà settembre, segue una pigiatura soffice e una decantazione statica, il mosto fermenta e successivamente matura sui propri lieviti in vasche d’acciaio fino al mese di marzo, quando viene imbottigliato.
Note di degustazione:Alla vista è giallo paglierino con riflessi dorati / al naso emergono erbe aromatiche e ananas / al palato contrappone frutta bianca e sapidità.
Abbinamenti: Crudità di pesce e tortelli di ricotta alla salvia.



