La ventottesima edizione della Festa del Torrone, in scena a Cremona dall’otto al sedici novembre, rende omaggio alle ormai prossime Olimpiadi 2026 e celebra l’avvento del torrone ‘salato’. E se i Giochi invernali di Milano-Cortina sono immaginati con un dolce a cinque cerchi, la provocazione è servita a forma di cotechino. Non solo, perché ci sarà chi presenterà il torrone allo champagne, chi all’arancia e cioccolato e, soprattutto e come già detto, in una versione salata, o meglio, che viene utilizzato come ingrediente inedito per arricchire risotti e paste ripiene. Poi, nel rispetto della storia, ricordandone le origini greco-romane nonostante il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, arriveranno in quel di Cremona anche le varietà regionali come il pantorrone campano e il torrone di Bagnara Calabra. Va da sé che non c’è evento senza chef, e allora, all’appello, quest’anno, hanno risposto Sal De Riso, Chicco Cerea e per ultimo, Daniele Persegani, premiato con il Torrone d’Oro 2025 insieme a Mina, mentre il Premio Bontà Rivoltini è andato a Filippo Ruvioli per il suo impegno nel progetto CR² Sinapsi, dedicato ai bambini con malattie genetiche rare. E se il torrone non basta ci si può rivolgere agli incontri letterari in collaborazione con Bookcity Milano oppure si possono varcare le soglie del Museo del Violino, del Museo Civico, di quello Archeologico o salire i quasi cinquecento gradini del campanile in muratura più alto d’Europa.



